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In Sardegna per incontri su Pace e Disarmo

(Quasi) una settimana in giro per la Sardegna, per incontrare i gruppi locali attivi nelle varie iniziative e campagne coordinate anche da Rete Disarmo. e soprattutto per raccontare cosa facciamo in alcuni momenti pubblici e con le scuole, tra Cagliari e Tempio Pausania.

Si inizia il 13 febbraio dalle ore 17 al piano primo della MEM Mediateca del Mediterraneo di Cagliari, con “Le campagne della società civile per la pace e il disarmo: il caso della RWM nel contesto globale”. Introdurrà Carlo Bellisai, Portavoce Tavola Sarda della Pace. Dialogheranno Francesco Vignarca – Coordinatore nazionale Rete Italiana per il Disarmo – e Franco Uda – Portavoce Tavola Sarda della Pace e Coordinamento nazionale Rete della Pace. Coordinerà l’incontro il giornalista Piero Loi.

Il 15 febbraio l’appuntamento è a Tempio Pausania nell’ambito del ciclo “Semi di Pace 2018-2019”: alla mattina (dalle 9.30) con le scuole superiori e poi dalle 16.30 con la cittadinanza. Organizza l’Associazione Nord-Sud bottega del mondo.

locandina Tempio Pausania 2019

 


 

Negli ultimi tre decenni (dati OCSE) l’investimento complessivo nella cooperazione internazionale è stato più di dieci volte inferiore alle spese militari. Come si può mantenere la pace nel mondo con una sproporzione tale di risorse?

Nella situazione attuale caratterizzata da episodi di xenofobia e violenza, dalla costruzione di nuovi muri e barriere, è in corso una nuova corsa agli armamenti, alimentata dalle tante guerre locali e dai numerosi conflitti mai sopiti per la supremazia economica e politica, pronti a sfociare in nuovi scontri armati. Assistiamo così alla riduzione generale dei diritti e, in numerosi contesti ad una vera negazione dei diritti umani fondamentali, che non è che lo specchio della militarizzazione dei rapporti internazionali, benché le comuni e crescenti emergenze mondiali, come quella climatica o quella della fame, reclamino un approccio pacifico e solidale.

L’Italia non è fra i Paesi firmatari della risoluzione ONU sulla messa al bando delle armi nucleari, né ha aderito all’embargo contro la vendita di armi all’Arabia Saudita, proposto e accolto da diversi Stati membri dell’Unione Europea. Quindi siamo in ritardo e in Sardegna ancor più, visto che dal nostro territorio partono gli ordigni responsabili del massacro della popolazione yemenita.

Per questo è indispensabile potenziare l’intervento sulla scena politica locale e globale della società civile e dei movimenti per la pace, per i diritti umani e per un modello di sviluppo equo ed ecologicamente sostenibile.

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