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Consigli a Renzi sulle spese militari…

renzi_f35I rumors si sono inseguiti per tutta la giornata: il Governo Renzi avrebbe pensato anche alla cancellazione (per un anno?) il programma dei caccia F-35 al fine di recuperare fondi per le proprie scelte politiche strategiche. Se fosse una scelta confermata sarebbe ovviamente una buona notizia per la campagna Taglia le ali alle armi (come primo passo), ma nelle dichiarazioni che ho reso alle agenzie che oggi hanno chiesto un mio parere io ho ovviamente “rilanciato”…. perché nelle inutili ed enormi spese militari non ci sono solo gli F-35!

 

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Difesa: Rete disarmo a Renzi, da tagli possibili risparmi per oltre 4 mld
‘Speriamo che ipotesi su F-35 venga confermata’
da Adnkronos
Un risparmio di oltre 4 mld solo con i tagli ai “rami secchi” della Difesa. Il conto è della Rete italiana per il disarmo, che sull’ipotesi di taglio della spesa ricorda che non ci sono solo gli F-35, anche se è “un bene che Renzi -afferma il portavoce, Francesco Vignarca- abbia pensato a questa possibilità, che però vorremmo confermata e non solo lasciata al campo delle ipotesi”.
Con altri tagli alla spesa militare, in particolare “quelli proposti dalla campagna Sbilanciamoci nel suo rapporto annuale sulla spesa pubblica -prosegue Vignarca- le risorse a disposizione del governo per l’annunciato taglio di 10 miliardi delle tasse sarebbero da subito di oltre 4 miliardi, non solo i circa 600 milioni ricavabili dalla sospensione annuale del programma F-35”.
”Basterebbe inoltre cancellare -aggiunge Vignarca- la quota di fondi prevista nel bilancio del ministero per lo Sviluppo economico e destinata ad acquisti armati (2 miliardi), eliminare il privilegio dell’ausiliaria per i gli ufficiali superiori (500 milioni), cancellare l’acquisto della seconda serie di sommergibili U-212 (200 milioni complessivi) e ritirarci da tutte le missioni militari all’estero dalla chiara valenza aggressiva, con un risparmio di almeno 700 milioni”.
In particolare per gli F35 “sarebbe poi bene non fermarsi all’anno in corso, se consideriamo che la spesa prevista nel triennio 2014-2016 è di 1.950 milioni di euro, con uno stanziamento medio annuale previsto di 650 milioni con i quali si potrebbero creare 26.000 posti di lavoro qualificati, o mettere in sicurezza circa 600 scuole all’anno oppure non tagliare ma aggiungere risorse in più al Servizio sanitario nazionale rafforzando anche i servizi di medicina territoriale h24”.

 

Stop agli F35 nel 2014? “Voci credibili, ecco quanto si risparmierebbe”

Sempre più insistenti le voci di un intervento sul programma Joint Strike Fighter per coprire il taglio delle tasse annunciato da Renzi. Francesco Vignarca (Rete Disarmo): “Si parla di circa 500 milioni, ma si potrebbero recuperare ben 4,5 miliardi”

da Redattore Sociale

Renzi potrebbe intervenire sulla questione F35 con un taglio netto del programma di acquisto dei caccia previsto per il 2014. A sostenerlo voci sempre più pressanti e rumour di palazzo a poche ore, ormai, dall’atteso Consiglio dei ministri che si terrà domani su cui il presidente del Consiglio ha già anticipato un taglio alle tasse da 10 miliardi. Annuncio che ha scatenato curiosità e un polverone di ipotesi sulla sua sostenibilità, tra cui quella che il governo italiano possa seriamente riconsiderare la propria partecipazione al programma Joint Strike Fighter, almeno per quest’anno.

Per Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo, si tratterebbe di voci credibili. “Ho registrato la cosa da diverse fonti – racconta -, per cui qualcosa è stato discusso”. In ballo, spiega, ci sarebbe soltanto la quota prevista per il 2014. “I rumour parlano di una eliminazione totale della spesa per quest’anno – aggiunge -. Si parla di circa 500 milioni e quindi significa niente acquisti per il 2014”. Tuttavia, non c’è ancora nulla di certo e non è la prima volta che Matteo Renzi spazza via le voci dai corridoi di Palazzo Chigi con decisioni inaspettate. Intanto, le ipotesi di taglio fanno ben sperare, così come le diverse prese di posizione dell’allora sindaco di Firenze sulla questione. Come quando, inpiena estate 2012, su Facebook Renzi scriveva:“continuo a non capire perché buttar via così tanto sulle spese militari, a partire dalla dozzina di miliardi necessari a comprare i nuovi F35. Anche basta, dai…”. Posizione mantenuta da Renzi “anche nel corso della prima campagna quella delle primarie”, aggiunge Vignarca, che spera anche nel nuovo ministro della Difesa, Roberta Pinotti. “L’attuale ministra della Difesa non ha mai attaccato gli F35 – continua Vignarca -, ma neanche difesi a spada tratta come il suo predecessore Mauro”.

Per Vignarca, fondati o infondati che siano, i rumour sugli F35 segnano una piccola svolta almeno nella comprensione della questione. “Se fosse uscita una notizia del genere nel 2009, tutti l’avrebbero presa come la solita boutade dei pacifisti”. Tuttavia, per Vignarca, Renzi può fare di più e in tre mosse potrebbe recuperare nono solo il 5 per cento dei 10 miliardi annunciati con il taglio degli F35 nel 2014, ma arrivare addirittura alla metà di quella cifra a dieci zeri. “Con la campagna Sbilanciamoci! abbiamo fatto tre proposte. Una riguarda il personale, l’altra l’acquisto dei sistemi d’arma e l’ultima le missioni all’estero. Da queste tre voci si possono portare a casa 4,5 miliardi circa, cioè la metà di quel che ha annunciato Renzi”.

Si tratta di rivedere le spese militari in termini “realistici”, spiega Vignarca. Come lariduzione del personale “portando gli effettivi già da subito ad un livello che la riforma prevede dal 2026 e per un primo anno si potrebbe avere un mezzo miliardo di risparmio – spiega -. Se poi si elimina l’istituto dell’ausiliaria, ottieni un altro mezzo miliardo”. Ausiliaria che, per il coordinatore della Rete disarmo, sono “una cosa fuori di testa”. Funziona così:“Tu vai in pensione – spiega Vignarca -, ma se sei un ufficiale superiore per due anni vieni pagato perché potresti essere richiamato. Non vieni pagato se vieni richiamato, ma solo perché potresti”. Poi ci sono altri 2,8 miliardi che si possono risparmiare sui sistemi d’arma. “Al ministero per lo Sviluppo economico sono previsti 2,6 miliardidestinati per sviluppare nuovi sistemi d’arma – continua Vignarca -. Noi abbiamo proposto di togliere due miliardi da questa cifra. Sui sistemi d’armamento, inoltre, abbiamo i 600 milioni circa degli F35 e 200 milioni per la seconda serie di sommergibili U212. Sull’aspetto dei sistemi d’armamento il risparmio complessivo è di 2,8 miliardi”. Infine un taglio alla missioni all’estero, ma solo quelle di “valenza aggressiva”, da cui è possibile risparmiare circa 700 milioni.“Vuoi tagliare la spesa pubblica di 10 miliardi – chiosa Vignarca -? 4,5 miliardi li trovi subito qui”.

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