home Parole e notizie “In 80 anni potevamo capirlo: esaltare simboli delle guerre non serve, portano solo morte”

“In 80 anni potevamo capirlo: esaltare simboli delle guerre non serve, portano solo morte”

Una mia intervista per “Il Fatto Quotidiano” a cura di Lorenzo Giarelli

Forse coi droni la guerra sembra meno cruenta, ma questa parata non fa che esaltare strumenti di morte”. Francesco Vignarca si occupa da anni di Difesa sia come ricercatore sia da volto della Rete Italiana Pace e Disarmo, che anche quest’anno ha organizzato diversi appuntamenti in giro per l’Italia per una Festa della Repubblica che non sia celebrata solo con una esibizione bellica, il cui protagonista quest’anno sono stati i droni.

Vignarca, esibire i droni è un modo per far sembrare più innocua la guerra?

Il drone è senz’altro il simbolo delle nuove guerre, dall’Azerbaigian all’Ucraina. Il suo utilizzo è letale, ma al tempo stesso rappresenta questa bella idea di una guerra moderna sempre più lontana e spersonalizzata. Il drone non richiede né vicinanza tra chi attacca e chi è attaccato né soprattutto che si debbano impegnare uomini.

Ma sono davvero meno cruenti?

Per nulla, neanche quando ci sembrano innocui. Per esempio da Sigonella c’è stata un’attività di riconoscimento e sorveglianza sull’attività nel Medio Oriente. Anche quando non colpiscono direttamente, i droni sono fondamentali per indicare l’obiettivo. Senza dimenticare l’effetto sull’opinione pubblica.

Cioè?

Quante volte leggiamo di droni intercettati, di droni avvistati e via dicendo? Bene. È facile spingere su questo tasto per poi insistere sulla necessità di dotarsi di sistemi anti-droni.

Il fatto che abbiano anche un uso civile influisce sulla percezione pubblica?

Certo, ma l’uso civile può essere anche molto preoccupante. Insieme all’intelligenza artificiale, pensiamo per esempio all’uso che si può fare dei droni per la sorveglianza, il riconoscimento facciale e quant’altro. L’ideale per slittare verso una tecno-autocrazia: non solo colpire il nemico esterno, ma anche controllare i propri cittadini.

È necessario che la celebrazione della Festa della Repubblica sia un’esibizione militare?

In 80 anni avremmo dovuto capire che si può fare qualcosa di più che non mostrare i muscoli, non a caso Pertini sospese la parata, che fu poi ripresa da Cossiga. Oltretutto è paradossale esibire una forza che non abbiamo e che ci sta portando a un riarmo scriteriato in cui compriamo di tutto senza neanche valutare cosa ci serva davvero. Così com’è, la parata un tentativo banale di accontentare quelli che chiamo ‘nerd militari’ che si esaltano nel vedere strumenti di morte come droni e robot.

È parte dell’edulcorazione in corso sulla guerra e sul riarmo?

Le Forze armate sono una parte della Repubblica, nessuno lo nega, ma mi piacerebbe fosse valorizzato anche il resto e che il concetto di difesa della Patria, che è in Costituzione, non fosse inteso solo come la difesa militare dei confini. Vorrei ci fossero dei Corpi civili di pace: per me la difesa è la difesa delle persone; se ogni anno muoiono migliaia di persone per l’inquinamento in Val Padana, occuparci di loro è difendere la Patria.