Puntuali come le tasse. Proprio nei giorni del vertice NATO ad Ankara, ecco spuntare interviste e notizie (guarda caso mai verificate, basate su dati o comunque su elementi concreti) su fantomatici attacchi nemici imminenti o in preparazione. Che coincidenza, no?
È patetico… ma è anche davvero sfrontato e sfacciato quello che fanno i grandi giornali e i grandi media, ormai ridotti a megafono dell’agenda del riarmo. Basta un vertice NATO (o UE), una scadenza di bilancio militare, un contratto armato da far approvare, e magicamente si materializza il nemico alle porte…
Sarebbe un esercizio istruttivo, quasi terapeutico, poter mettere in fila tutte le volte in cui ci hanno agitato questi spettri e andare a vedere com’è finita davvero. Spoiler: quasi sempre in un nulla di fatto, dimenticato in fretta appena portati a casa rialzi di spesa militare o contratti per le industrie militari… fino a che non servirà un “prossimo” allarme.
Sono specchietti per le allodole, e nemmeno troppo sofisticati. Eppure funzionano ancora e a cascarci per primi sono proprio i politici sempre prontissimi a scoprirsi “responsabili” e “atlantisti” quando c’è da giustificare un altro miliardo in più di spesa militare! Nell’interesse di chi sulle minacce ci campa, of course…
Finché l’opinione pubblica ci cascherà, non capendo che tutto questo DIMINUISCE e non AUMENTA la sicurezza di tutti, il copione non cambierà. Un po’ di memoria critica e raziocinio, please….
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